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La tecnologia avanza inesorabilmente, ed è anche ovvio che sia così. il suo avanzare porta con se una molte annotazioni positive, una di queste è di certo l’annullamento delle distanze fisiche, che ha avuto un impennata con la nascita dei Social Network. Ma è tutto un idillio con questi Social Network ?

Quali possono essere le influenze negative causate sai Social Network ?

1 Dipendenza

La dipendenza da internet viene classificata, nella letteratura psichiatrica, come un disturbo da discontrollo degli impulsi.

Può riguardare diversi tipi di comportamento, tra i quali i principali sono: dipendenza da porno (sesso virtuale, pornografia, ecc.), gioco d’azzardo patologicodipendenza dai social network (e, quindi, dalle relazioni virtuali come nel caso del soggetto prima citato) ecc ecc.

la nostra naturale propensione è creare routine, diventiamo ripetitivi, ma sopratutto dipendenti da esse. Siamo talmente abituati a essere dipendenti da qualcosa, che la stessa dipendenza passa per una cosa normale. ma lo è?

in realtà no, soprattutto se la dipendenza è legata ai Social network e a internet. Si crea un circolo vizioso che spinge a cercar conforto, svago, distrazione e sollievo in rete, accantonando i veri disagi, che così facendo non vengono risolti e si ripresentano a breve.

Altro elemento rivelatorio è lasciare il cellulare acceso tutta la notte, per non perdere nessuna notifica. Non dimentichiamoci che lo stesso whatsapp può essere considerato un Social network.

Infatti L’abuso dei social network non coinvolge soltanto i giovani, come saremmo più portati a credere. Ma anche gli adulti che, secondo recenti studi, trascorrono in media 8-9 ore al giorno davanti a uno schermo ( e spesso non solo uno); così facendo, è ovvio che rimanga sempre meno tempo da dedicare ad altre attività piacevoli, alla cura di sé stessi ed alle vere relazioni con gli altri.

2 Senso di inferiorità

I social Network, possiamo affermare, che sono nati come scopo primario, per avvicinare le persone, per creare rete, condividere emozioni, esperienze con gli amici, giusto no? Ma oggi, come un paradosso, è un luogo dove più che condividere si preferisce sfoggiare. Tendiamo a mostrare solo quello che ci rende orgogliosi. Non a caso il 70% dei post su Facebook o Twitter parlano dei successi raggiunti e scorriamo immagini su Instagram in cui si celebrano la nuova promozione o i luoghi che visitano in compagnia del partner e di altri amici.

Vedere i successi altrui ci induce a ripensare a quello che possediamo, relazioni, successi o disponibilità economiche. Ciò non è per forza una cosa negativa, se rimaniamo consapevoli che ognuno ha la sua vita, e che ogni realtà è unica propio perchè ognuno di noi vive le cose a modo suo.

Anzi può anche essere un incentivo a fare meglio per noi stessi, no per emulazione ma per raggiungere delle gratificazione personale. Ma se così non è, ci ritroviamo con un senso di inadeguatezza profondissimo, che non sussiste nella realtà. Il problema è, che spesso questo senso di inadeguatezza è dettato unicamente dall’aspetto materiale, e non certo da una mancanza caratteriale o emotiva.

In pratica ci sentiamo inferiori solo perchè non abbiamo o non facciamo le cose che fanno gli altri, può mai essere questo un parametro di valutazione della qualità della nostra esistenza? Io di di no.

3 Solitudine

Per una strana Ironia, i social network stanno creando persone sole, sebbene il loro principale scopo dovrebbe essere quello di mettere in contatto chi è separato da grandi distanze.

La causa di ciò è che abbiamo smesso di interagire con coloro che ci circondano per aggiornare il nostro stato o far sapere agli altri cosa stiamo facendo.

Questo può influenzare le nostre relazioni interpersonali, al punto da alienarci da chi ci è più vicino. Possiamo evitare la solitudine causata dai social network incontrandoci con la famiglia e gli amici invece di passare così tanto tempo a condividere stati su Facebook.

In conclusione, come ogni cosa c’è una doppia faccia della stessa moneta, sta a noi mantenere il giusto equilibrio tra le due, accettando entrambe senza pregiudizi, ma imparando a dosarle. Non credete?

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