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Chi ama la fotografia, o chi ci lavora, sa che da quando l’uso dello smartphone è diventato di massificato è aumentato in modo esponenziale la divulgazione delle fotografie. Sono nati social network, siti vetrina dedicati alla visualizzazione di tutte le immagini che ogni giorno ognuno di noi può ritrarre.
Anche grandi personaggi del mondo dell’arte si sono cimentati, con un semplice Iphone, a realizzare interi lavori fotografici, o addirittura film ad alta definizione.
In pochi anni si sono create migliaia di applicazioni dedicate alla fotografare, dalle più famose come “Istargram” a svariate per creare composit, apporre filtri particolari e via discorrendo lasciando libero sfogo alla fantasia dell’utente, ma…Questa applicazione è diversa.
Noi che con la fotografia ci lavoriamo sappiamo che oltre al “point and shot” c’è di più. Un progetto, un editoriale, nasce da uno studio di un idea con un concept che va sviluppato e narrato dalle stesse immagine che verranno realizzate. in pratica i fotografi di solito “pre-visualizzano” e poi operano.
E allora cosa fa OKDOTHIS di diverso? Raccoglie le idee e le mette a disposizione a chi le vuole realizzare. Grazie ad essa, quindi, nelle intenzioni degli sviluppatori, potrete accedere ad una libreria praticamente sconfinata ed in continua crescita dalla quale attingere spunti creativi per le vostre foto. Per semplificare ed ottimizzare la consultazione, peraltro, troverete le varie idee raccolte in categorie e potrete effettuare ricerche testuali. Inoltre, grazie al continuo confronto con gli altri utenti, oltre a trovare ispirazione, potrete crescere anche in abilità e preparazione.
Ora c’è chi può pensare che tutto questo possa essere inutile o controproducente o ancora peggio eticamente scorretto, basandosi sull’idea che l’artista/autore debba essere il padre naturale del concept, ma io personalmente gli risponderei che forse sperare una cosa del genere sia alquanto “Utopico” visto che, e io sono la prima che lo sperimenta ogni volta che cerca di trovare nuove idee, buona parte o quasi tutto è stato fatto o rifatto, e che al massimo, così come ci insegna l’arte contemporanea, la “Differenza” “L’originalità” viene data da come l’artista vede, interpreta quello che rappresenta. In fondo anche lo stesso Picasso aveva già stigmatizzato questo stato delle cose a suo tempo con la celebre frase “i mediocri imitano, i geni copiano”
Che dite sbaglio??? …

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