Filtri Faceapp

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Sappiamo bene che quest’estate la Norvegia ha bandito con una legge l’uso di filtri social e app per ritoccare il corpo, a meno che non sia chiaramente dichiarato.

In Inghilterra ci erano già arrivati grazie a una campagna portata avanti dalla modella curvy Sasha Pallari.

Ora anche Pinterest a preso posizione a favore di una bellezza reale con una nuova policy di body neutrality.

Forse realmente stiamo prendendo consapevolezza del deragliamento estetico che la nostra società ha preso? Io me lo auguro, perchè sono fortemente annichilita da ciò che vedo ogni giorno.

Non voglio assolutamente fare la moralista sia chiaro. Questi fantomatici “filtri” in qualche qual modo, venivano usati anche al tempo della fotografia analogica, con qualche trucco del mestiere in camera oscura. Ma no così. L’impatto che sta avendo sulla nostra società è esponenziale all’upgrade degli stessi. Più filtri performanti e stupefacenti, più persone sempre più insicure, e sempre meno somiglianti alla realtà.

Quando uso un filtro (per modificare una mia foto, ndrè perché ci sono alcune cose che voglio cambiare. Se non mi sono truccata o penso di non essere al massimo, il ‘filtro bellezza’ cambia alcuni elementi del tuo look e ti permette di correggere alcune parti di te“. Veronica ha 19 anni. Racconta di aver iniziato a usare i filtri che molti social network e applicazioni mettono a disposizione per modificare le proprie foto quando aveva 14 anni. (La sua è una delle voci raccolte dalla giornalista Tate Ryan-Mosley in un lungo articolo pubblicato sul “MIT Technology Review” dedicato all’uso e all’impatto dei filtri facciali su giovani e giovanissime.)

Già solo a 14 anni, prima di andare a scuola, e si suppone alle medie, ti stai già preoccupando di questo? Mi trovo alquanto spaesata al pensiero. Per carità io non sono mamma, e non sto a giudicare. In più sono una che ha mai amato truccarsi o altro, ma di certo a 14 anni pensavo ad altro. Forse sbagliando chissà.

Credo che comunque non sia la sola a pensarlo, forse noi in Italia ci stiamo arrivando un pò in ritardo, ma qualcuno si fa sentire. Ad esempio la stessa Clio Zammatteo (più nota come ClioMakeUp) ha pubblicato sul suo profilo Instagram due selfie.

Il primo la ritrae “al naturale”, il secondo è la stessa immagine a cui ha poi applicato un filtro. Dichiarando poi.. allora perché quando quel filtro così apparentemente innocuo scompare mi sento più brutta e meno adeguata?“. Si dice un po’ spaventata dalla leggerezza con la quale si usano i filtri per migliorarsi il viso (e più in generale la vita): “Spero che là fuori voi possiate distinguere la realtà dalla finzione

Clio Zammatteo

Anche la Stessa Aurora Ramazzotti più volte ha pubblicato, e ammesso, il suo disagio per l’acne che l’affligge, portandola a coprirsi e usare filtri.

Non so voi, ma tutto questo lo trovo sconcertante, e ve lo dice una che ha sempre subito vessazione per il suo aspetto fisico non conforme alla norma, da quando aveva 13 anni. Che poi vorrei sapere questo “Canone chi lo stabilisce? Già se fossi nata nel ‘600 sarei stata un “femminone esagerato” (espressione napoletana), per non parlare del fatto che se fossi nata o in Sud America, o in Africa avrei corteggiatori fino a fuori al palazzo.

Io preferisco, curarmi si, ma essere ciò che sono, con i miei difetti, le mie storture e peculiarità, almeno così sono sicura che la gente per strada mi riconosce, e voi, che ne pensate?

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